Halloween scientifico, ovvero come usare i case studies per fare CLIL

Anno scolastico ormai nel vivo, consigli di classe terminati, siamo tutti in piena frenesia per tutti gli impegni che ci aspettano.

Tra questi la pianificazione delle attività CLIL. Dopo i suggerimenti dati nei precedenti post, è venuto il momento di iniziare a parlare dell’uso dei CASE STUDIES.

Di cosa si tratta? Leggiamo insieme e traduciamo cosa riporta la fonte più autorevole di case studies di tipo scientifico che possono essere utilizzati nella nostra didattica delle scienze, quello del National Center for Case Study Teaching in Science (NCCSTS) dell’Università di Buffalo (NY) (http://sciencecases.lib.buffalo.edu/cs/teaching/)

“Un case study non è nient’altro che una storia con un messaggio educativo.

  • I case studies sono stati usati come parabole per secoli
  • Solo dagli anni ’90 hanno iniziato a essere usati per l’insegnamento scientifico
  • Il metodo è stato importato dagli ambiti commerciali, giuridici e medici”

In modo più rigoroso ecco una definizione più estesa:  “Case studies are analyses of persons, events, decisions, periods, projects, policies, institutions, or other systems that are studied holistically by one or more method. The case that is the subject of the inquiry will be an instance of a class of phenomena that provides an analytical frame — an object — within which the study is conducted and which the case illuminates and explicates” (da Thomas, 2011)

In cosa consiste un  case study?

In pratica, anziché affrontare un tema nuovo dalla spiegazione (frontale o meno…), si assegna agli studenti, rigorosamente tramite lavoro di gruppo, uno studio di caso, nel quale dopo una preliminare presentazione sotto forma di narrazione più o meno fantastica, si passa a richiedere loro una serie di assignments, o semplici task, rigorosamente in sequenza, in modo che essi riescano a giungere a risolvere la situazione problematizzata introdotta con la narrazione.

I case studies, per chi come me bazzica più o meno profanamente nei dintorni dell’IBSE, per dirla con la cara amica Barbara Scapellato, sono l’ideale come materiale da usare in classe con questo approccio. Se ne sceglie uno dall’archivio dell’NCCSTS (ce ne sono al momento 576), che fitti più o meno con l’argomento che ci piacerebbe introdurre, e si mettono all’opera gli studenti.

Ovviamente questi devono essere liberi di accedere alla rete, coi loro smartphones, o da altri devices, in modo che la ricerca di fonti sia del tutto libera per poter permettere loro di investigare in autonomia, e ricavare le proprie conclusioni.

Momenti di dibattito in plenaria intercaleranno in modo proficuo le fasi dei lavori.

Case studies for CLIL

E il CLIL che c’entra? Se il glossario, la traduzione, la comunicazione scritta e orale, i dibattiti avvengono in inglese, non è fare CLIL?

Per dirla col Buon George… What else?

Nel prossimo post parlerò dei risultati del primo case study in cui ho coinvolto la mia quinta linguistico, dove molte delle ragazze sono già certificate C1, per cui sarebbe impensabile fare con loro lezione frontale in inglese.  Altri approcci (solo video, solo letture, solo libri di testo) di sicuro le annoierebbero, ma così… sono state splendide, e il tutto è stato molto divertente. Il tema? Adattissimo per il contesto di astrobiologia che costituisce il fil rouge del programma di quest’anno, e che per l’appunto è cascato a fagiolo con la recente notizia della scoperta di acqua salata sul pianeta rosso (quindi vita? ah, saperlo….) abbiamo scelto questo:

A curious mission: An analysis of Martian Molecules

reperibile qui:  http://sciencecases.lib.buffalo.edu/cs/collection/detail.asp?case_id=720&id=720

Il caso è stato condotto in 3 sabati successivi, e ne sono venute fuori delle belle. Si sono richiamati i programmi degli anni scorsi, con quell’approccio ricorsivo tanto decantato dalle recenti indicazioni nazionali dei licei.

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Fonte: http://mars.nasa.gov/multimedia/images/?ImageID=7496

Il prossimo sabato si parte col nuovo caso…. e visto che abbiamo passato da poco la notte di Halloween, che vene pare del titolo….

 The Case of the Druid Dracula

che paura!!!!!

DNA fingerprinting, PCR…. chissà che cosa scopriranno le mie fantastiche ragazze!

Keep calm and do…. GAR-CLIL!!!!

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References:

  1.  Thomas, G. (2011). “sonia is typing….. A typology for the case study in social science following a review of definition, discourse and structure”. Qualitative Inquiry 17 (6): 511–521. doi:10.1177/1077800411409884.

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