CLIL per le scienze – cui prodest?

La domanda sorge spontanea. A cosa serve il CLIL nella didattica delle scienze?

All’inizio di questa nuova avventura, ho iniziato a raccogliere pareri in giro, talora contrastanti, sull’efficacia del CLIL nella didattica in generale, e in particolare in quella delle discipline scientifiche. Con questa raccolta dati preliminare mi sono fatta un’idea su ciò che avrei voluto dalle mie attività CLIL.  Queste le lamentele più comuni che ho registrato:

  • il CLIL porta via tempo, già ne abbiamo poco, per trattare i nostri argomenti
  • per fare CLIL occorre conoscere benissimo la lingua,
  • i colleghi di lingua ci osteggiano, in effetti come facciamo noi a insegnare inglese?
  • ma gli argomenti li facciamo prima in italiano e poi in inglese?
  • la correzione delle verifiche la dobbiamo fare noi oppure il lettore/collega di lingua?
  • Dobbiamo spiegare in inglese? giammai!!!!

Accanto a queste opinioni di tipo estremamente diverso vi sono dati di fatto incontrovertibili, di fronte ai quali non possiamo nasconderci.

La maggior parte delle risorse didattiche in rete, in particolare quelle di qualità, sono in inglese. Ogni sito autorevole, da quello di Nature a quello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno tutti delle sezioni Education da cui attingere direttamente, prima che siano tradotte in italiano da qualche rivista divulgativa, che magari reinterpreta a suo modo il contenuto e lo spettacolarizza allontanandosi dai contenuti della fonte originale.

In inglese molti dei nostri studenti attuali dovranno “applicare” in cerca di lavoro all’estero.

Ciò premesso, mi sono chiesta allora:


  • Cosa voglio promuovere con un’attività CLIL in classe?
  • Cosa non voglio che sia?

Da queste “driving questions” ho iniziato allora a riferirmi alle fonti bibliografiche esistenti, per cercare come organizzare le attività che proporrò in questo blog.

Tutte le attività sono state sperimentate. Per ognuna troverete informazioni varie, dal target al tempo necessario, ai documenti utili alla sua conduzione. Troverete soprattutto una voce: cosa cambierei? Mi piace infatti mettere in evidenza che ognuna è in continua elaborazione e sperimentazione e niente è definitivo.

Come la scienza, come il lavoro dell’insegnante.

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